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Restauri affreschi e arredi

Restauri di affreschi e arredi

Dal 1990 ad oggi si sono susseguiti interventi di restauro su dipinti, arredi e materiale grafico, curati dalla ex Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio, dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR, già Istituto Centrale del Restauro), da alcuni tra i principali laboratori di restauro presenti a Roma e soprattutto con interventi diretti tramite economie del palazzo e sponsorizzazioni.

Soprintendenza

I primi restauri, che interessarono un importante gruppo di dipinti della quadreria storica Chigi, furono eseguiti dalla ex Soprintendenza per i beni Artisti e Storici del Lazio (1989-90), in previsione della mostra L’Arte per i papi e per i principi nella campagna romana grande pittura del ‘600 e ‘700, tenuta a palazzo Venezia a Roma nel 1990, sotto la direzione di A. Mignosi Tantillo.

Il laboratorio di restauro della Soprintendenza eseguì poi restauri di ulteriori dipinti e alcune incisioni (1989-1996), mentre la medesima istituzione curò il restauro delle quattro Vedute con cani levrieri di Michelangelo Pace, direzione A. Mignosi Tantillo, e dei due tavoli del Bernini, intervento della CBC di Roma, direzione A. Negro (1999).

Tra il 2004 e il 2005 la Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio del Lazio ha eseguito il restauro, diretto dall’arch. M. Natoli, delle pitture murarie della “Stanza dell’Ariosto”, uno dei capolavori del ‘700 romano.

Nel 2013 la stessa Soprintendenza è intervenuta, con direzione dell’arch. M. Cogotti, nella “Stanza dei Paesaggi” e nella “Stanza delle Grottesche”, facenti parte dell’appartamento neoclassico al piano nobile, danneggiate nel 1944 per il crollo del Ponte Monumentale durante l’ultimo conflitto mondiale. Sono stati eseguiti interventi preventivi di finitura dei paramenti murari adiacenti le decorazioni pittoriche e restaurato il pavimento in cotto originale, ripristinando secondo il disegno originario la parte mancante perduta. Nel 2017 la ditta Team Services s.a.s. di Sora (FR) ha completato, su incarico del Comune, il trattamento tradizionale del cotto delle due sale.

Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro

L’Istituto Centrale per il Restauro, oggi Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR),

subito dopo l’acquisto del palazzo ha aperto nel 1989 una sezione dedicata allo studio dei problemi conservativi dei parati in cuoio, coordinata da M. Nimmo, con la collaborazione di M. C. Berardi, M. Paris, L. Rissotto.

Tra gli interventi eseguiti sui parati in cuoio: la spolveratura, il fissaggio cautelativo e riassemblaggio di alcuni lembi parzialmente staccati dei rivestimenti in varie sale; una prima campagna di rilevamento fisico-chimico delle condizioni microclimatiche; lo smontaggio e rimontaggio del cuoio su una parete della Sala del Trucco, a seguito di necessità legate al consolidamento strutturale dell’immobile (1990-92); l’inventariazione dei corami; la predisposizione di strutture mobili temporanee per il ricovero di frammenti e residui di parati.

A seguito di accordi con la direzione del palazzo, tra il 1995 e il 2003 è stata portata a compimento la campagna di restauri di un gruppo di ritratti del XVII secolo, che si trovavano in cattive condizioni conservative, utilizzati come didattica per i corsi formativi dell’Istituto.

Ulteriori interventi conservativi, alcuni in corso, hanno interessato un gruppo di importanti incisioni, tra cui la pianta Effigies Antiquae Romae di Pirro Ligorio, 1561 (1995-2010) e il Prospetto dell’alma città di Roma di Antonio Tempesta, 1664 (2010-2016), a cura di D. Pucci.

Tra gli interventi più recenti, l’Istituto sta eseguendo a cura di M. Paris il restauro conservativo e il recupero di un importante fregio a grottesche di gusto manierista risalente alla fase Savelli, databile alla fine del XVI secolo.

Sono in corso di restauro, sotto il coordinamento di C. Zaccheo e su impulso del direttore dell’Istituto L. Ficacci, due finti arazzi con Giochi di putti attribuiti a G. B. Magni e G. Troppa, che interesseranno una campagna conservativa su tale rara tipologia di manufatti ancora presenti nella dimora.

Interventi diretti

Molti sono stati gli interventi di restauro promossi direttamente da Palazzo Chigi, tra arredi e dipinti.

Numerosi restauri di dipinti sono stati eseguiti con sponsorizzazioni e finanziamenti esterni da vari laboratori di restauro romani, tra cui C.B.C. Conservazione Beni Culturali, Livio Iacuitti, Tecnauro s.n.c. di G. Pignatelli, Tellus Soc. Coop. a.r.l., Paola Del Vescovo, Ingrid Basile.

In collaborazione con il laboratorio di restauro Art’è di M. Campoli, sono stati eseguiti tra il 2004 e il 2006 interventi conservativi su mobili, cornici e manufatti, avviando nell’autunno 2005-2006 un monitoraggio ambientale del microclima degli ambienti e dei manufatti presenti all’interno di alcune sale, a cura della Laboconsul s.r.l.

Nel 2004 (febbraio-ottobre), tra l’altro, fu eseguito il restauro dei due divani proto-neoclassici della Sala da Pranzo d’Estate, che versavano in precarie condizioni di stabilità, con le stoffe completamente abrase, eseguendone il consolidamento strutturale e tappezzandoli con “liserè Rezzonico in seta viscosa” di disegno coevo, in armonia con i colori del parato in cuoio della sala (Tessuti Rubelli di Venezia).

Nel 2005 è stata attuata la disinfestazione da agenti xilofagi e il restauro di 137 cornici con cartigli del Gabinetto dei Ritratti della “Farmacia”. Nel 2005 è stato portato a compimento anche il restauro integrale di una consolle rococò della Sala Mario de’ Fiori (inv. 434).

Al 2006 risale il rifacimento in stile di alcune cornici dei ritratti della “galleria delle Belle”, recuperati precedentemente dal furto del 1986 e ritrovati privi di cornici dopo l’acquisto presso il principe Agostino Chigi nel 1999.

Dal 1999 ad oggi D. Petrucci, storico dell’arte attivo presso il museo, ha eseguito a costo zero sotto la costante supervisione del restauratore L. Iacuitti, restauri e manutenzioni su numerosi arredi, cornici e manufatti. La quasi totalità delle cornici è stata interessata da interventi conservativi. Sono sottoposti a costante manutenzione tutti i dipinti pervenuti per donazione, facenti parte del Museo del Barocco, in particolare prima e dopo il prestito per mostre.

Uno degli interventi più rilevanti è consistito nel restauro, riassemblaggio e rimontaggio di due parati completi in cuoio del XVII secolo, con i quali sono stati riallestite la “Sala dei Pavoni” e la “Sala Albani” (2011-12), a cura di D. Petrucci in collaborazione con L. Iacuitti. Le spese sono state limitate ai costi dei materiali.

Pannelli parato goffrato con putti e fiori durante il restauro
Pannelli parato alla veneziana con pavoni durante il restauro
Pulitura parato alla veneziana con pavoni
Pannello parato goffrato con putti e fiori prima del restauro
Pannello parato goffrato con putti e fiori durante il restauro
Pannello parato goffrato con putti e fiori dopo il restauro
Sala Albani (2010)
Sala Albani (2012)
Sala Pavoni(2010)
Sala Pavoni (2012)
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