Il Palazzo Chigi in Ariccia, quasi come un vaso
di Pandora delle curiosità o scrigno delle meraviglie, espone
ancora una volta in una mostra, materiale in gran parte inedito
proveniente dai suoi depositi, accuratamente studiato e catalogato
dopo anni di ricerche.
Nell’ambito delle multiformi raccolte della dimora chigiana,
incentrate prevalentemente sul barocco romano, viene presentata
in anteprima un’eccezionale collezione di opere d’arte
e documenti d’interesse storico-artistico inerenti la famiglia
russa dei Bariatinsky e quella tedesca dei Wittgenstein, tra le
più prestigiose casate della grande aristocrazia europea.
Una mostra quindi di carattere internazionale con uno spiccato taglio
europeistico, realizzata con il contributo della Provincia di Roma,
in continuità con la mostra dello scorso anno sugli abiti
Chigi (Bellezza e Lusso).
Le opere esposte, tra dipinti, acquerelli, disegni,
incisioni, fotografie, documenti e manufatti vari, provengono dall’eredità
della principessa russa Leonilla Bariatinsky (1816-1918), sposa
del principe lituano Ludwig Sayn-Wittgenstein, figlio dell’eroico
generale Wittgenstein che salvò San Pietroburgo dall’invasione
napoleonica. La loro figlia Antonietta sposò nel 1857 il
principe Mario Chigi.
Leonilla, considerata una delle donne più belle d’Europa,
frequentò la corte degli zar, quella di Napoleone III e dell’imperatore
di Germania, conoscendone i fasti e la decadenza. La collezione
esposta, offre attraverso i suoi occhi e le sue relazioni uno sguardo
privato ed unico su quel mondo scomparso e affascinante.
La collezione è oggi in gran parte proprietà del Comune
di Ariccia, che nel dicembre 1988 acquisì dal principe Agostino
Chigi il palazzo con tutti i suoi arredi. Alcune opere sono state
concesse in prestito dagli eredi Chigi.
Per l’occasione sono esposti per la prima
volta vari ritratti raffiguranti membri di queste illustri casate
europee, tra cui quelli del principe Ivan Bariatinsky e della moglie
Catherine Holstein-Beck di Pietro Rotati, i ritratti di Ivana Ivanovich
Bariatinsky e di Marie Wilhelmine Keller detta “la Bariatinskaia”
di Elisabetta Vigée Le Brun, oltre a ritratti dei Sayn-Wittgenstein
di Petr Fedorovich Sokolov (1791-1848) e Yan Ksaveri Kanievski (1805-1867),
tra i più ragguardevoli ritrattisti dell'ottocento russo.
Notevole anche la raccolta di documenti, alcuni provenienti dalla
corte dei Romanov, di incisioni con vedute della Russia, di Mosca
e del Cremlino, e le rarissime “fotografie all’albumina”
che forniscono un quadro della grande aristocrazia europea nella
seconda metà dell’800. Tra le fotografie esposte quella
dello zar Alessandro II da lui autografata. Tra i ritratti inediti
quello dell’imperatrice Alexandra Fiodorovna di Franz Xaver
Winterhaler, ritrattista delle grandi corti europee. Viene esposto
anche un gruppo inedito di ritratti a lapis eseguiti dal pittore
Jean Gudin, raffigurante le frequentazioni del salotto letterario
della principessa Bariatinsky. Sono presentate in anteprima anche
lettere dello storico russo granduca Nikolaj Romanov, zio di Nicola
II, indirizzate alla principessa Leonilla Bariatinsky, alcune relative
agli eventi rivoluzionari e al drammatico cambiamento dei tempi.
Sono presenti anche oggetti d’uso, come una
tazzina da tè manifattura Meissen con il castello di Sayn,
un portagioie e la portantina della principessa Leonilla, un vaso
da toletta della principessa Antonietta o la sua sedia a rotelle
utilizzata quando era anziana, oltre a varie altre curiosità.
Nell’ambito della raccolta assume particolare interesse il
gruppo di rare vedute d'interni del XIX sec., documento del gusto
nell’arredamento, tra neoclassicismo, biedermeier, neogotico
e neobarocco. Una parte della collezione, oggi dispersa, fu pubblicata
da Mario Praz nel volume fondamentale La filosofia dell'arredamento,
ma quella che rimane ad Ariccia, opera prevalentemente del pittore
russo Vasily Semenovic Sadovnikov (1880-1879), uno dei maggiori
specialisti dell’ottocento in tale genere, costituisce la
sezione più importante e suggestiva, addirittura riprodotta
nel XIX in alcune celebri litografie le cui lastre originali sono
conservate all'Università di Vilnius; alcune di queste litografie
facenti parte dell'Album de Vilno, commissionato dal medico lituano
Wilczinsky, sono esposte in mostra e fanno parte sempre della collezione
Chigi. Le vedute illustrano proprietà Wittgenstein presso
Vilnius, Coblenza, Kursk, Losanna e Parigi.
Alcune di queste vedute d’interni furono esposte in anteprima
a San Pietroburgo nel 1991 in una grande mostra sui “Pittori
Russi in Italia”, ove Ariccia figurava come maggior prestatore
rispetto agli altri importanti musei italiani, a palazzo Ruspoli
nel 1992 e presso la Bibliothèque Marmottan di Parigi nel
2002.
La mostra propone quindi un affascinante spaccato
sull’Europa dell’alta aristocrazia e delle grandi monarchie,
rivolto in particolare all’est, attraverso tre grandi famiglie
di genealogia italiana, russa, tedesca e lituana.
Orario di apertura al pubblico:
dal marted́ alla domenica
dalle ore 10,00 alle ore 13,00
e dalle ore 15,00 alle ore 18,30.
Ufficio stampa: Franco Cavallaro
Palazzo Chigi in Ariccia
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