Stampa  |  Chiudi Finestra
 
Il cardinale Flavio Chigi I
Figura di primissimo piano nella Roma della fine del seicento era quella di Flavio Chigi nato a Siena l'11 maggio 1631 da Mario Chigi e Berenice della Ciaja.
Alessandro VII nel 1657 dopo due anni di pontificato lo aveva creato cardinale e Prefetto della Segnatura della Giustizia.
Si distinse per l'acuto mecenatismo che lo portò ad aver contatti con i grandi artisti del tempo. Grazie ad importanti acquisti e grandi commissioni realizzò la splendida collezione di dipinti nel Palazzo di Roma a Piazza Colonna e una sua collezione personale conservata nel Palazzo di Santi Apostoli, residenza romana prima che i suoi eredi vendessero agli Odescalchi. Inoltre egli si adoperò nelle commissioni del palazzo di Ariccia, ove possedeva un appartamento privato, e nei suoi possedimenti in Toscana.
Nel 1665 fu inviato dal papa a Parigi in qualità di Nunzio Apostolico, per risolvere delicate situazioni politiche e per migliorare i rapporti con il potente re Luigi XIV. A Parigi conobbe il pittore Voet che introdusse a Roma affidandogli numerose commissioni.
Dopo la morte di Alessandro VII egli riuscì ad ottenere un gran potere all'interno del conclave, manovrando a suo piacimento le elezioni dei tre successori dello zio, Clemente IX Rospigliosi, Clemente X Altieri, Innocenzo XI Odescalchi.
Morì a Roma il 13 settembre 1693. Per la vasta eredità beneficiarono il nipote Bonaventura Zondadari ed il cugino Agostino. Bonaventura Zondadari, figlio della sorella Agnese e di Ansano Zondadari, fu adottato dal cardinale che gli impose il nome Chigi dando vita, in tal modo, ad una sua discendenza personale; a costui lascerà tutti i beni di Siena e le sue residenze in Toscana.
 
Stampa  |  Chiudi Finestra