Palazzo Chigi in Ariccia Comune di Ariccia
Search Books and Artworks o Italiano    x English
IL BACICCIO
Ariccia, Palazzo Chigi - Piazza di Corte, 14
11 Dicembre 1999 - 12 Marzo 2000
 
 
(click the photo to enlarge)
Click the photo to enlarge
Giovan Battista Gaulli,
Il Baciccio
Putto con emblema
di Ludovico Gaulli
Roma, collegio Nazareno
 
Click the photo to enlarge
Giovan Battista Gaulli,
Il Baciccio
Pietà
Roma, Galleria Nazionale
d’Arte Antica,
Palazzo Barberini
 
Click the photo to enlarge
Giovan Battista Gaulli,
Il Baciccio
Diana cacciatrice
Minneapolis,
The Art Institute
La mostra pone in risalto, per la prima volta, l'opera di uno tra i protagonisti assoluti del Seicento Europeo: Giovan Battista Gaulli detto "Il Baciccio" (1639-1709), il pittore della "Chiesa Trionfante" ma anche il sensuale interprete del berninismo.
 
Baciccio infatti è in pittura accanto al Cortona il più importante esponente del Barocco Romano, per le sue doti di grande decoratore, abile disegnatore ed insuperato ritrattista. Le sue strabilianti capacità tecniche di genio assimilatore, sintetizzano la cultura genovese - fiamminga e l'assorbimento della matrice romana del disegno.
 
La mostra, con circa ottanta dipinti ed oltre quaranta disegni, è articolata in sei sezioni che sviluppano gli aspetti fondamentali della poliedrica produzione del pittore: La Ritrattistica, I Cicli decorativi, Le Pale d'altare, La Pittura da cavalletto, Le Illustrazioni, I Disegni.
 
Gaulli è stato sicuramente il massimo ritrattista italiano del Seicento, avendo immortalato nobili italiani e stranieri, la curia romana e tutti i cardinali del tempo; è stato peraltro l'unico pittore di tutti i tempi ad aver effigiato ben sette pontefici, da Alessandro VII a Clemente XI.
 
I suoi grandiosi cicli di affreschi: dai pennacchi di S. Agnese in Agone, all'intera decorazione del Gesù - la "Cappella Sistina" del Barocco -, alla volta dei SS. Apostoli, sono stati imitati da artisti di tutta Europa, che ne hanno riproposto gli schemi compositivi in molteplici decorazioni di edifici pubblici, religiosi e privati fino al Settecento avanzato. Essi sono documentati in mostra da bozzetti e modelli.
 
Le numerose pale per le chiese di Roma sono ricordate ancora da bozzetti e modelli, mentre sono presenti le pale romane non accessibili al pubblico e quelle marchigiane, compresa la spettacolare Natività della chiesa di S. Maria del Carmine a Fermo.
 
è evidenziata inoltre, attraverso numerosi capolavori provenienti da tutto il mondo, la sua produzione profana e la presenza nei Castelli Romani, documentata oltre che dalle opere per i Chigi e i Ginetti, dalle pale di Genzano e di Lanuvio.