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"Museo del Barocco Romano. La Collezione Lemme. Palazzo Chigi in Ariccia."
Ariccia, Palazzo Chigi - Piazza di Corte, 14
10 novembre 2007 - 4 maggio 2008
"Oggi, per chi voglia imparare a conoscere la pittura romana del XVIII secolo e a distinguere mani
e maestri, una visita a casa Lemme è essenziale. Non c' è museo o collezione privata o pubblica
che possa eguagliarla." (P. Rosenberg).
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Brandi Giacinto,
(Poli 1621 - Roma 1691),
Ebbrezza di Noè,
olio su tela, cm. 160x136

Fernandi Francesco detto "L'Imperiali",
(Milano 1679 - 1740),
Ettore e Andromaca,
olio su tela cm. 103x108

Courtois Guillaume il Borgognone,
(Saint Hippolyte 1628 - Roma 1679),
Martirio di Sant'Andrea,
olio su tela, cm. 106x66
La mostra "Museo del Barocco Romano. La Collezione Lemme. Palazzo Chigi in Ariccia",
ospitata dal 10 novembre 2007 al 4 maggio 2008 nella seicentesca cornice del berniniano
Palazzo Chigi in Ariccia, nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Italiana, si avvale del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell'Accademia Nazionale di San Luca ed
è realizzata con il Patrocinio e con il contributo di Regione Lazio e Provincia di Roma.
L'esposizione vuole proporre al vasto pubblico una preziosa acquisizione: la Collezione Lemme
è la più importante quadreria privata di nuova formazione di dipinti del '600 e '700 romano,
raccolta con entusiasmo e passione da Fabrizio e Fiammetta Lemme - prematuramente scomparsa nel 2005 -,
con la consulenza di insigni studiosi quali Federico Zeri, Italo Faldi e Giuliano Briganti.
Con grande atto di magnanimità, lo scorso 16 aprile, l'avvocato Fabrizio Lemme ha comunicato al Comune
di Ariccia la Sua volontà di donare liberalmente a Palazzo Chigi la parte più importante della sua raccolta,
costituita da 126 dipinti, oggetto di notifica da parte del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali
come un complesso di elevato interesse storico artistico (Decreto del 1° dicembre 1998); a questo
nucleo Lemme ha aggiunto un dipinto del Baciccio e uno dell'allievo Odazzi, per un totale di 128 quadri.
"Chi entra in casa Lemme, presso l'antica via Cassia, resta impressionato... La testa gira, l'occhio
è stravolto, la vertigine afferra. Poi ci si riprende dallo stupore e ci si interroga. Quale principio
ha ispirato una tale accumulazione? Quale parte ha il caso, e quale la volontà deliberata, nella creazione
di questo speco curato, di questa galleria incantata? Nessun paesaggio o quasi, nessuna natura morta o
quasi, nessun disegno, molte scene religiose, qualche quadro mitologico, bei ritratti, una sola scultura
- mirabile - posta a terra, numerosi schizzi delicatamente incorniciati alla romana: due secoli, uno,
soprattutto: il XVIII; tutte le scuole italiane, Napoli e Torino, Bologna e Genova, una soprattutto: Roma,
una disposizione densa - è un eufemismo! - che mescola soggetti e secoli, sacro e profano, che apparenta
e coniuga quadri chiari, manierati e composizioni violente, tenebrose... C'è diletto e sogno, ma anche
erudizione e sapere… Per chi si stupisce dei tanti quadri di soggetto religioso in casa di laici, la
spiegazione è ovvia: più dei credenti, i laici sanno dimenticare il soggetto dei loro quadri per meglio
apprezzarne la fattura, l'esecuzione..." (P. Rosenberg).
La raccolta è stata oggetto nel 1998 di una mostra presso il Museo del Louvre, il Palazzo Reale di Milano
e il Palazzo Barberini di Roma; lo stesso anno sono stati donati al Louvre 20 quadri e una scultura
collocati nella "Sala Lemme" ed altri 28 alla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini.
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Maratti Carlo,
(Camerino 1625 - Roma 1713),
L'incontro di Cristo portacroce con Veronica lungo la via del Calvario,
olio su tela, cm. 132x96

Batoni Pompeo Girolamo,
(Lucca 1708 - Roma 1787),
San Bartolomeo con i simboli del martirio,
olio su tela, cm. 72x60
È per Ariccia motivo di grande orgoglio che, dopo il Louvre, sia stata scelta la residenza chigiana come
depositaria del nucleo fondamentale de "La Collezione Lemme", donazione che, nell'ambito della
pittura romana, non ha precedenti a Roma per consistenza e coerenza scientifica.
Preziosi dipinti del Cavalier d'Arpino, Fetti, Caroselli, Preti, Borgognone, Baciccio, Baldi, Seiter,
Giacinto e Ludovico Gimignani, Ferri, Maratta, Morandi, Ghezzi, Luti, Costanzi, Benefial, Batoni, Conca,
Corvi, Giaquinto, Cades, Cavallucci, permetteranno di ripercorrere la pittura romana tra barocco e
neoclassicismo. Parte integrante della Collezione bozzetti e modelli per pale d'altare e cicli decorativi
di chiese e palazzi romani, come il bozzetto del Borgognone per Sant'Andrea al Quirinale, quello di
Ludovico Gimignani per la pala dell'Assunta di Ariccia (due chiese berniniane) o quello di Ermenegildo
Costantini per Palazzo Borghese.
In tal senso la raccolta è un vero e proprio riflesso della cultura figurativa romana, quasi uno
"specchio di Roma Barocca", con un valore intrinseco - le opere d'arte in sè - ed uno riverberato, in
quanto richiamo a fabbriche e monumenti importanti della capitale e del suo circondario.
Questa importantissima acquisizione, assieme al patrimonio chigiano e alla collezione Fagiolo, candida
Palazzo Chigi ad essere riferimento a livello internazionale per il Barocco Romano, per la particolare
coerenza, omogeneità e sistematicità di presenze artistiche anche rispetto alle massime istituzioni
museali romane.
Il patrimonio di beni mobili di Palazzo Chigi, infatti, ceduto al Comune di Ariccia dal principe
Agostino Chigi il 29 dicembre 1988, si è andato valorizzando e incrementando in maniera cospicua nel
corso dell'ultimo decennio, sia con il restauro e recupero degli arredi presenti che con nuove
acquisizioni.
Attualmente, è stato costituito all'interno del palazzo, su idea di Maurizio Fagiolo dell'Arco,
il "Museo del Barocco", che ospita la raccolta di dipinti dell'insigne storico dell'arte, scomparso
prematuramente l'11 maggio 2002.
La collezione Fagiolo comprende 48 dipinti che offrono una panoramica sul Seicento Romano, illustrato
nelle sue varie correnti artistiche (classicismo, barocco berniniano e cortonesco), con opere del
Sassoferrato, Baciccio, Borgognone, Morandi, Gimignani, Pozzo, Passeri e altri. Si sono aggiunte
recentemente ulteriori donazioni: due dipinti di Trevisani e Lauri (Ferdinando Peretti), uno attribuito
a Mattia da Farnese di provenienza Chigi (Raniero Gnoli), due cani levrieri di mano del "Campidoglio",
già Chigi (Luigi Koelliker).
"La Collezione Lemme" , conclusa la mostra ove le opere sono disposte secondo criteri didattici
per scuole pittoriche, andrà ad impreziosire ulteriormente il "Museo del Barocco" e i suoi dipinti
verranno collocati a quadreria, sul tipo dei cabinets d'amateurs e delle disposizioni della case patrizie,
come gli stessi Lemme hanno peraltro arredato la propria dimora, naturalmente secondo più opportuni
criteri di sicurezza e fruibilità per la nuova destinazione pubblica.
"Esiste passione più bella di quella del collezionista? Ascoltiamo Fabrizio Lemme: "Quando guardo
i miei quadri, noto sempre qualche cosa di nuovo, è come una donna." (P. Rosenberg).
Catalogo: Edizioni De Luca
Sede: Palazzo Chigi in Ariccia – Piazza di Corte 14 – 00040 Ariccia (Roma)
Orario: 10.00 - 19.00, chiuso il lunedì, orario della biglietteria 9,45 - 18,30
Biglietti: € 7,00 intero - € 4,00 ridotto
Segreteria organizzativa: Palazzo Chigi in Ariccia, Franco Di Felice
tel. 0039 6 9330053, fax 0039 6 9330988
e-mail: info@palazzochigiariccia.it
Ufficio stampa: Novella Mirri, tel. 0039 6 32652596 - cell. 335 6077971 - fax 0039 6 36001003 -
e-mail: ufficiostampa@novellamirri.it
Assistenti: Paola Saba, Allegra Seganti, Annalisa Inzana
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