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Speculum Dianae Magnificentiae
Incisioni e litografie del lago di Nemi dal '500 all' '800
Ariccia, Palazzo Chigi - Piazza di Corte, 14
30 Novembre 2006 - 31 Gennaio 2007
(click the photo to enlarge)

Albert Christoph Dies,
Lago di Nemi
acquaforte, Roma, 1792

Romeyn de Hooge,
Lacus Aricini Prisca Constitutio,
bulino, Amsterdam, 1671

Thomas de Thomon,
Lac de Nemi a cote de Gensano, siteie a six lieues de Roma,
acquaforte

Henry Cook,
The Lake of Nemi,
litografia, Londra, 1840

Henry Cook,
Lake of Nemi,
litografia, Londra, 1840

Robert Wallis inc.,
Joseph Mallord William Turner pix.,
Nemi,
acquaforte, 1844

Hippolyte Vanderburch,
Enterremente d'une jeue fille,
litografia, 1835 ca.

Jean-baptiste Corot,
Lac Nemi,
bulino, Parigi, 1855
La mostra "Speculum Dianae Magnificentiae. Incisioni e litografie del lago di Nemi dal '500 all'
'800" ospitata
dal 30 novembre 2006 al 31 gennaio 2007 nella seicentesca cornice di Palazzo Chigi ad Ariccia, vuole
illustrare attraverso incisioni e litografie realizzate dal Rinascimento all'Ottocento il bacino lacustre
del Lago di Nemi, uno dei luoghi più importanti del territorio della Provincia di Roma e della Regione
Lazio, nel cuore dei Castelli Romani, tra i territori dei comuni di Genzano, Nemi, Ariccia, Lanuvio, Velletri
e Rocca di Papa.
La mostra è incentrata sulla collezione Bartelli, la più importante collezione privata sul tema, che raccoglie
circa 130 stampe tra incisioni, acqueforti e litografie tutte relative al lago. Accompagnano il percorso
espositivo, una serie di dipinti del XVIII e XIX secolo, che illustrano anche in pittura la fortuna
iconografica di questo luogo fantastico dell'immaginario collettivo europeo.
La Mostra, a cura di Barbara Jatta, Direttrice del Gabinetto Stampe e Disegni della Biblioteca Apostolica
Vaticana e Francesco Petrucci, Conservatore del Palazzo Chigi di Ariccia, nasce con il contributo della
Regione Lazio - Dipartimento Sociale - Dipartimento Regionale - Beni e Attività Culturali, Banca di Credito
Cooperativo Giuseppe Toniolo ed è un'iniziativa inserita nel Progetto di valorizzazione culturale e di
sviluppo del territorio Arti Visive in Rete in collaborazione con la Biblioteca Apostolica Vaticana,
Gabinetto Stampe e Disegni.
La mostra
Il lago di Nemi è stato per secoli una delle mete più ambite per i pittori di tutta Europa, che
hanno ritratto il paesaggio che avvolge il lago da molteplici inquadrature, sullo sfondo dei
castelli Ruspoli e Sforza Cesarini. Qui potevano coesistere infatti le due poetiche romantiche
del "sublime" e del "pittoresco". La prima espressa dalla visione all'infinito sulla campagna
romana, fino al mare, con in lontananza le isole pontine, il secondo dalla presenza dei villaggi
pittorescamente arroccati sulle alture di Nemi e Genzano.
Tra i grandi artisti che immortalarono Nemi, oltre a Turner e Corot, moltissimi altri pittori
inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli, russi e scandinavi, ma anche americani, con opere presenti
in tutti i musei del mondo. Il lago di Nemi è così divenuto una delle grandi icone del Grand Tour
d'Italie, il viaggio formativo in Italia che artisti e intellettuali di tutto il mondo
intraprendevano nel Bel Paese.
Il lago e i boschi che lo circondano sono stati il luogo del mito di Diana Aricina, essendo
presente sulle rive del lago il Santuario di Diana, mentre nel lago stesso erano le due grandi
navi di Caligola, affondate e ripescate durante il fascismo per essere ospitate in un museo
presso il lago. Da questo l'antica definizione di "Speculum Dianae".
La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio che gestisce il Museo delle Navi Romane
sta realizzando una importante campagna di scavo alle pendici del lago, pressi i resti del
santuario.
Mito e natura hanno creato quindi una suggestione imprescindibile, che ha attirato anche
l'attenzione di scrittori e poeti. Proprio partendo dal lago di Nemi e dal suo culto antichissimo
l'etnologo inglese James Frezer ha sviluppato in dodici volumi il suo famoso Ramo d'Oro. La
morte del vecchio sacerdote sfidato a duello da un giovane schiavo fuggitivo, rappresentava
l'eterno rinnovarsi della natura in un ciclo perenne di morte e resurrezione, come in tutte le
grandi religioni dell'antichità. Così Nemi diventa un emblema della spiritualità e del mito,
quasi mito dei miti.
Materiale informativo:
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