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I PIACERI DELLA VITA IN CAMPAGNA
Ariccia, Palazzo Chigi - Piazza di Corte, 14
16 Settembre - 7 Gennaio 2001
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Carlo Cignani
Allegoria della Primavera
Roma, Galleria Spada
Il Palazzo Chigi di Ariccia ha ospitato, con capolavori provenienti da tutto il mondo, una mostra che illustra i diletti e gli svaghi campestri attraverso tre secoli di opere d'arte. Mostra in cui il Palazzo stesso è contenuto e contenitore.
L'esposizione, attraverso 85 dipinti, è una sorta di campionario della "pittura di genere", con scene paesaggistiche, "bambocciate", nature morte e "vive", ma anche di soggetto mitologico in situazioni agresti. Quasi un compendio di più mostre sui "generi minori" mai tenute a Roma. È possibile così ammirare capolavori del Garofolo, Palma, Bassano, Jan Miel, Michael Sweerts, Michelangelo Cerquozzi, Rosa da Tivoli, Pietre van Bloemen, Paolo Monadi, Taddeus Kuntze.
Sono presenti opere mai esposte al pubblico dalle collezioni del Palazzo Chigi di Ariccia, come la spettacolare veduta di Nettuno dal Porto di Anzio di Pandolfo Reschi, le tele del Tempestino, di Jos de Momper, oltre la serie di vedute di feudi Chigi, quali Campagnano, Formello, Porto Ercole ed Ariccia, con cani Levrieri e trofei della caccia di Michelangelo Pace detto "Il Campidoglio", capostipiti di quel "genere misto" che avrà grande diffusione dalla metà del Seicento fino al secolo seguente.
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Niccolò De Simone
Baccanale
Collezione Privata
Sono visibili in anteprima anche manufatti rari, come i bauli da viaggio con le tolette del Seicento di Agostino Chigi e Maria Virginia Borghese, complete di spazzole per abiti, pennelli per barba, specchi in argento con lo stemma della famiglia e preziose biancherie.
Accanto ai quadri, una rara collezione di armi, provenienti dalla raccolta Odescalchi acquistata dallo Stato nel 1953 oggi al museo di Palazzo Venezia, mostra lo sviluppo nei secoli della costruzione di fucili e archibugi, divenuti, in certi casi, vere e proprie opere d'arte. In mostra anche magnifici costumi settecenteschi che mostrano la cura con cui i signori dell'epoca si preparavano per le loro battute di caccia e le passeggiate a cavallo. Non solo la pittura, dunque, ma un'esposizione trasversale che documenta l'evoluzione tecnologica e i cambiamenti del costume relativi al periodo tra il 500 e la fine del 700.
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